UNITA' DI APPRENDIMENTO: SCUOLA DELL'INFANZIA

ALLA SCOPERTA DEL MONDO DEGLI INSETTI
di Federica Talarico

Un itinerario di apprendimento nella Scuola dell’infanzia

L’educazione scientifica, ossial’educazione alla conoscenza, è molto di più di una scoperta/trasmissione di contenuti, che non vanno sottovalutati ma piuttosto riportati al ruolo di “attrezzi d’uso”.
Compiere un itinerario nella scienza vuol dire soprattutto compiere un itinerario nella mente, in quanto implica la necessità di “mettere alla prova il pensiero”, il “riconoscimento dell’esistenza dei problemi e della possibilità di affrontarli, il senso del limite e della provvisorietà delle spiegazioni, l’elaborazione e la verifica di previsioni ed ipotesi, la formulazione di piani di azione tenendo conto dei risultati”(1) può quindi essere espresso come un “imparare ad imparare” o meglio un “imparare a pensare”(2).
Per predisporre il bambino della scuola dell’infanzia ad imparare a pensare bisogna partire dal presupposto che egli non è una “tabula rasa” ma una “pagina fittamente scritta”, ricca di conoscenze tratte dalla sua esperienza quotidiana.
Ignorare queste rappresentazioni spontanee, fornendo ai bambini informazioni preconfezionate, frutto di un sapere formalizzato, non cambia il loro modo di pensare e significa comunque impedire la ritenzione a lungo termine di tali informazioni.
L’insegnante deve evitare di dare risposte premature; il processo attraverso cui il bambino arriva ad una mentalità scientifica non è lineare, determinato e deterministico, ma procede attraverso errori, partendo da conoscenze già preesistenti (memoria operativa).
Quindi “il fattore più importante che influenza l’apprendimento è ciò che l’alunno già conosce”(3), gli schemi anticipatori attraverso i quali esplora e vede il mondo.
La forte curiosità del bambino richiede una prima “alfabetizzazione scientifica” che dovrebbe suggerire, attraverso la manipolazione di materiali diversi, semplici ipotesi in riferimento ad alcuni fenomeni della natura o ad esperienze realizzate nell’ambiente scolastico.
La possibilità di “fare scienza in prima persona” porta il bambino a cercare e trovare risposte ai suoi “come”, ai suoi “perché” e ad acquisire i primi concetti scientifici attraverso le prime procedure d’indagine.
Risvegliare nel bambino la curiosità scientifica può portarlo a vivere e capire il quotidiano come un’avventura dove piante, animali, oggetti inanimati, fenomeni naturali sono fonti di esplorazione e scoperte che toccano non solo la conoscenza ma anche gli aspetti affettivi della personalità.
Giochi e occasioni didattiche dovrebbero favorire il superamento dell’egocentrismo, con riferimento particolare all’animismo, all’artificialismo, al realismo nominale.
Di seguito, viene riportata l’esperienza didattica di una laurenda in Scienze della Formazione Primaria, che ha condotto la sperimentazione in una scuola dell’infanzia (V Circolo di Viale Cosmai di Cosenza). L’argomento della sperimentazione è “Il mondo degli insetti”.
Scopo specifico del percorso d’apprendimento scelto è stato quello di avvicinare il bambino al mondo degli insetti partendo dalle loro esperienze per arrivare ad una acquisizione di conoscenze scientifiche attraverso capacità di tipo manuale, osservativo, logico, linguistico.
Non tutti i bambini, soprattutto all’età di 5 anni, sono capaci di distinguere e nominare in modo corretto i vari animali e la specie a cui appartengono. Attraverso l’osservazione di immagini e filmati si è cercato di fare acquisire al bambino conoscenze sugli insetti, descrivendo le parti del corpo, dove vivono, di cosa si nutrono, quali sono i loro nemici.
Associata all’attività di descrizione vi è quella linguistica: il bambino attraverso l’ascolto incamera nuovi vocaboli che, oltre ad arricchire il proprio bagaglio lessicale, gli permetteranno di esprimersi in modo adeguato e scientifico durante il dialogo con l’insegnante ed i compagni.
Affinché tutto ciò che viene osservato e descritto non venga dimenticato è fondamentale incrementare l’oralità con la manualità. La manualità rende l’acquisizione delle conoscenze scientifiche molto più semplice ed efficace, rafforzandola attraverso la concretizzazione di ciò che il bambino ha fatto suo.
Inoltre si vuole sviluppare nel bambino la creatività ed il senso estetico (colori, forme, proporzioni), dandogli la possibilità di impastare, combinare, costruire, sì da dare origine ad una pratica espressivo-conoscitiva attraverso la quale il bambino, esprimendosi, impara ad utilizzare tecniche e mezzi diversi e a conoscere il mondo a lui circostante.
Oltre alla dimensione scientifica, linguistica e artistica, scopo del percorso di apprendimento è stato anche lo sviluppo della dimensione sociale, per fare acquisire al bambino la capacità di saper comprendere i bisogni dell’altro e superare il proprio punto di vista attraverso l’esercizio di processi che implicano la padronanza degli impulsi (saper aspettare, accettare cambiamenti, tollerare).
Gli obiettivi da sviluppare riguardano: l’esplorazione, la manipolazione, l’osservazione con l’impiego di tutti i sensi, l’esercizio di semplici attività manuali e costruttive, la costruzione e l’uso di un lessico specifico come strumento per la descrizione, l’utilizzo della conversazione e del ragionamento per argomentare, spiegare eventi e favorire il dialogo tra i bambini e con l’insegnante.
Il giardino della scuola rappresenta un “laboratorio”, uno spazio didattico aperto alla scoperta della realtà naturale, con linee e spunti sempre interessanti.
L’intenzione educativa è quella di condurre il bambino a superare una lettura superficiale e sommatoria del mondo circostante.
Partendo dalla visione a scuola del film animato “A bugs life”, questa unità d’apprendimento ha lo scopo di mettere a confronto l’ immagine dell’insetto animato e l’immagine dell’insetto in natura, sia da un punto di vista morfologico che comportamentale e ricostruire le caratteristiche del suo ambiente di vita.
Le attività proposte nell’unità d’apprendimento sono organizzate in modo tale che le difficoltà intellettuali e tecniche richieste possono essere affrontate da bambini di 4/5 anni di età.
Durante l’itinerario didattico sono emerse diverse sfaccettature della dimensione insegnamento-apprendimento.
I bambini sono individui a cui è possibile proporre argomenti di media e alta difficoltà perché dotati di un alto livello di comprensione e assimilazione, ma allo stesso tempo sono individui incapaci di mantenere un lungo periodo d’attenzione.
Partendo da questo presupposto, durante lo svolgimento delle attività, il compito più difficile non è stato decidere quali nozioni trasmettere ai bambini, bensì in quale modo attirare la loro attenzione in tutti i tipi di attività previsti.
Per fare ciò si è cercato di rendere:

Attraverso le verifiche, svolte sotto forma di gioco, con la compilazione di schede, con la costruzione del plastico e con le esercitazioni grafiche i bambini hanno dimostrato di:

In questo modo hanno dimostrato che i metodi utilizzati durante lo svolgimento delle attività dell’unità d’apprendimento sono stati efficaci.
Ciò significa che essere insegnanti della scuola dell’infanzia comporta un profilo di alta complessità e di grande responsabilità e richiede la padronanza di specifiche competenze culturali, pedagogiche, psicologiche, metodologiche e didattiche unite ad una aperta sensibilità e disponibilità alla relazione educativa con i bambini.

Bibliografia

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(1) Orientamenti educativi per la scuola dell’infanzia, 1991.
(2) BRUNER J.S., La cultura dell’educazione, Feltrinelli, Milano, 1999
(3) AUSUBEL D., “Educazione e processi cognitivi”, Angeli, Milano, 1978.

30 ottobre 2007

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